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  • Di Felice Edizioni
  • 2019
  • 0 pagine

Nelle pagine del "libro infinito" della vita, la parola "amore" si declina in infiniti modi: abbracci, baci, assedio, assalti, desideri, fedeltà, tutto troppo spesso al passato, se non con al presente la minaccia del disamore, quando non drammaticamente addirittura dell'odio.
Ma cosa vuol dire esattamente la parola "amore"? (…) È all'interno di questo quadro che si collocano le risposte dei poeti interrogati in questo catalogo (troppo vasto, troppo ristretto?): risposte che compongono un romanzo e un'avventura proteiforme e interminabile (in senso freudiano), dal cui attraversamento, come da un mosaico, si può tentare di ricavare una teoria, una sacra processione di immagini.          

Dalla prefazione di Vincenzo Guarracino

 

Vincenzo Guarracino con “Lunario di desideri” (Di Felice Editore, 2019) propone un interrogativo sul significato di “amore”.
Nelle pagine del "libro infinito" della vita, la parola "amore" si declina in infiniti modi: abbracci, baci, assedio, assalti, desideri, fedeltà, tutto troppo spesso al passato, se non con al presente la minaccia del disamore, quando non addirittura dell'odio. Ma cosa vuol dire esattamente la parola "amore"?
È all'interno di questo quadro che si collocano le risposte dei poeti interrogati in questo catalogo: risposte che compongono un romanzo e un’avventura proteiforme e interminabile (in senso freudiano), dal cui attraversamento, come da un mosaico, si può tentare di ricavare una teoria, una sacra processione di immagini.
È proprio per questo che di Catullo ci azzardiamo a farne una cartina al tornasole: perché nella storia dei suoi amori, come in una Grande Storia, siamo convinti che si possa leggere l’eterno funzionamento di ogni storia, riconoscendo che nelle pagine del suo Liber, più che in quelle di qualsiasi altro poeta, di questo sentimento, possiamo leggere la peripezia e la catastrofe.

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Lunario di desideri

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  • Book Editore
  • 2018
  • 0 pagine
Prudenzio
DITTOCHAEON
Doppio Nutrimento
Nuova traduzione con testo latino a fronte e 50 disegni originali
Traduzione, cura e disegni di Nina Nasilli
Prefazione di Vincenzo Guarracino
pp. 128 - Ill. - € 14,00 - ISBN 88-7232-776-0
ISBN 13: 978-88-7232-776-0

Il "Dittochaeon -Doppio Nutrimento-" opera poetica latina in quartine di esametri appartenente al genere dei "tituli historiarum", nella felice confluenza di materia cristiana e di forme e formule di ascendenza classica è, a suo modo, anche narrazione drammatica ed epica che, attraverso le vie dell’acqua e soprattutto del sangue, porta alla celebrazione in trionfo maestoso della figura salvifica di Cristo, che con la Croce ha redento l’umanità. 

Solitamente il testo è pubblicato insieme ad altre opere di Prudenzio; questa è invece la prima pubblicazione in libro singolo del "Dittochaeon", e la nuova traduzione di Nina Nasilli ci permette di accogliere tutta l’intensità della parola poetica classica di Prudenzio attraverso una straordinaria resa nell’italiano di tradizione endecasillabica. E ci dona un libro CLASSICO e insieme CONTEMPORANEO, nel segno di una forte tensione tra poesia e spiritualità. 

Aurelio Prudenzio Clemente (Aurelius Prudentius Clemens) è il piú importante poeta latino cristiano assieme a Paolino di Nola. Nato nel 348 in Spagna, probabilmente a Calagurris (Calahorra), di lui si perdono le tracce dopo il 405.
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Prudenzio - DITTOCHAEON

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  • Book Editore (collana
  • 2017
  • 152 pagine
Nina Nasilli
TÀSIGHE!
("Taci, dài!" - poesie in dialetto veneto, con traduzioni in italiano)
con una nota di Francesco Piga
Poesia in dialetto veneto, polesano-pavano - pp. 152 - Ill. - € 14,00 - ISBN 88-7232-760-9
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30 Maggio 2017 - Andrea Rompianesi in SCRITTURA NOMADE (http://blog.eneabiumi.com) POSTATO DA ANDREA ROMPIANESI [30/05/2017 12:07] C’è l’innocenza del canto e la sensualità degli elementi, nei gesti e nelle voc...

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TÀ┼×IGHE!

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  • Casa Editrice Mimep Docete
  • 2017
  • 0 pagine

Poeti cristiani latini dei primi secoli è un’ampia antologia della poesia cristiana, dal II al VI secolo dell’era cristiana.

I testi sono tradotti da settanta poeti italiani contemporanei, ognuno dei quali ha tradotto in linguaggio poetico un autore dell’antichità sul modello di precedenti antologie curate per l’editore Bompiani (Lirici greci e Poeti latini) dallo scrittore e poeta Vincenzo Guarracino che ha coordinato il lavoro di tutti.

Alcuni autori tradotti: Lattanzio, Damaso, Ilario, Ambrogio, Prudenzio, Paolino da Nola, Agostino, Claudiano, Boezio.

 

La traduzione del "Dittochaeon" di Prudenzio è di nina Nasilli e si può leggere da pag. 182.

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Poeti cristiani latini dei primi secoli

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  • Book Editore, n. 77 della collana
  • 2016
  • 144 pagine

Esce il 2 gennaio 2016, con una nota di Alberto Bertoni, il nuovo libro di poesia di Nina Nasilli, "al buio dei nodi anfratti", n. 77 della collezione di scritture extra ordinarie "Fuoricollana" di Book Editore. 

(ISBN 978-88-7232-740-1).

 

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Scrive Alberto Bertoni nella sua nota: “Nina Nasilli riconosce il poetare come veicolo primo del sapere occidentale, al di fuori e al di là di qualunque autobiografismo confessionale, ma oltre anche il confine del novecen-tesco correla...

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al buio dei nodi anfratti

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  • puntoacapo editrice
  • 2016
  • 0 pagine

IL FIORE DELLA POESIA ITALIANA è un ambizioso progetto antologico che raccoglie il meglio della poesia italiana sotto la curatela di autorevoli esperti. Il Tomo I, curato da Vincenzo Guarracino, raccoglie  le poesie più significative degli ultimi otto secoli; una seconda parte, curata da Mauro Ferrari, Vincenzo Guarracino ed Emanuele Spano, con numerose e autorevoli collaborazioni, offre una scelta di testi essenziali per la definizione della poesia contemporanea.

 

L'idea guida non è certo stata quella di riproporre un’ennesima antologia, ancorché immancabilmente “autorevole” e “imparziale”: ce ne sono già tante, che provano – a volte con successo – a dare linee indicazioni, a fare cernite e talvolta a tentare scoperte o riscoperte. Piuttosto, l’obiettivo partiva da una constatazione: ancora oggi «se ne scrivono ancora», di poesie che si impongono per felicità di espressione, forza di sintesi, profondità e universalità al di là di ogni steccato: sono quelle che hanno più possibilità di rimanere nella memoria e quindi di restare vive nel tempo – soprattutto se non sono occasionali emergenze di grazia espressiva ma appartengono a un corpus significativo. Tutti infatti conosciamo poesie che ci hanno affascinati e influenzati, e a volte questo accade anche nel caso di autori meno noti (non diremmo poco noti, stante i nomi qui rappresentati) che raggiungono la «profana perfezione dell’umanità». Abbiamo così provato a capovolgere la prospettiva, non partendo dai poeti, dalle etichette, dagli steccati geografici o editoriali, ma dai singoli testi che ci hanno colpito negli anni. Abbiamo poi scelto di includere un solo testo per autore, accompagnandolo con una breve nota che speriamo illuminante.

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Il fiore della poesia italiana - Tomo II - I contemporanei

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  • Book Editore
  • 2014
  • 3 pagine

IL CIELO OGGI NON STA N PIEDI

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Il cielo oggi non sta in piedi

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  • Puntoacapo Editrice
  • 2014
  • 202 pagine

I poeti contemporanei e il sentimento amoroso Antologia a cura di Vincenzo Guarracino

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È un catalogo vastissimo di testi poetici quello che qui viene presentato, incentrato su un tema, l’Amore, così come lo vedono molti autori contemporanei. In una gamma quanto mai varia di situazioni, che abbraccia il rapporto tra ...

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L'AMORE DALLA A ALLA Z

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  • Book Editore
  • 2012
  • 96 pagine

Segnalato al Premio Internazionale "Marineo" 2013

 

Segnalato al Premio Internazionale "Pontedilegno" 2014

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PARABOLA D’AMORE

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  • Edizioni Il Foglio
  • 2012
  • 72 pagine

con Margherita Gadenz e

 

Patrizia Garofalo

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OASI CRIPTATE

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  • Book Editore
  • 2010
  • 112 pagine

Segnalato al Premio Internazionale di Poesia "Marineo" 2011

Finalista al Premio "Contini Bonacossi" 2014

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TRA•DIS•CO trame di disprezzo coerente e licantropo

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  • Il Prato
  • 2008
  • 160 pagine

Angelo Andreotti

 

Introduzione a Imperfezioni moleste. E oltre, il Prato, Padova 2008

E oltre…

c’è un luogo in cui è impossibile stare, ma che qualcuno è indotto ad attraversare. L’attraversamento è breve, a volte appena il tempo di una poesia. Però in quel luogo il tempo imbroglia perché non separa passato presente futuro, scombina l’ordine degli eventi e li impasta con inesorabile indifferenza in un unico interminabile istante. Lì, in quel luogo, il tempo trattiene dentro argini invalicabili il flusso della vita, e trattiene per sé il sollievo di un respiro, che non viene, chiuso nell’aria che s’allarga irraggiungibile a un filo dalle labbra. È un tempo che non scandisce attimi, ma per qualcuno squarci nella carne.

Al di qua di quel luogo percepiamo la musicalità dei versi, l’incommensurabile estensione di un pensiero misurato dalla metrica, lo scorrere delle parole a inseguire significati e sensazioni, a figurare un’emozione, a cercare un moto di condivisione che voglia prendersi cura di un turbamento sospeso tra realtà e finzione, che resta in ogni caso vero perché concretamente sentito; ma dentro a quel luogo soggiorna una presenza strappata dal senso degli eventi, eppure denudata dai graffi di un’esistenza scarnificata per eccessiva partecipazione. Vi soggiorna a tratti, per quel tempo interminabilmente breve che è il concepimento di ogni autentico poetare, ma quando non vi soggiorna è lì comunque che guarda, dove nulla accade ma dal quale ogni accadimento radicato a un senso si riversa.

La poesia è un dono, ma non per chi la pratica. La poesia è un dono per chi resta al di qua del limite, per chi ne attende la raccolta da quel luogo impossibile che è la prossimità all’anima, dove più ci si avvicina e più le cose si confondono, ricordi e speranza, gioia e dolore, bene e male, buono e cattivo, dove i contrari perdono di direzione e di distinzione, rasenti come sono alla loro origine. Dove c’è cominciamento c’è anche somiglianza degli opposti, o forse c’è soltanto che in ogni inizio non c’è ancora tempo per il giudizio.

I versi di Nina raccontano un attraversamento di quel luogo. Quasi di corsa, in apnea. Lei sobbalza a ogni incontro. Disarmata e nuda si lascia percuotere, strattonare, scuotere, subisce la violenza dell’indistinto, ma qualche volta si ribella cascando parole le une sulle altre, che a lama penetrino la massa informe di quel mondo e ne sventrino la durezza, e qualche altra volta si difende armando la ragione che lì, in quel luogo, può soltanto limitare danni che a forza saranno subiti.

A piene mani afferra ciò che incontra, e lo porta al di qua, dove ancora ansimante trova il tempo grazie al quale può dare ordine a quel magma di sensazioni e di emozioni, lacerante e insostenibile. L’ordine si chiama poesia, un esercizio con il quale è possibile ricomporre quell’informe in una forma che ci possa riguardare, che possa dialogare ed essere compresa da chi, al di qua del limite, è rimasto ad aspettare una voce che riesca a raccontargli l’insostenibile prossimità dell’anima. Perché la poesia è anche conoscenza, è il mezzo con cui è possibile avvicinarsi allo smarrimento di sé stessi, per poi tornare pieni di quel vuoto che ci consente di trovare spazio per una vita che scorra verso un senso 

...e oltre

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IMPERFEZIONI MOLESTE. E OLTRE

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  • Giraldi Editore
  • 2006
  • 96 pagine

Prefazione di Giuseppe Conte

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IMPERFEZIONI MOLESTE